Il castello del Roccolo, il cui nome si deve ai “roccoli” le reti impiegate per la cattura degli uccelli di piccola taglia, sorge sulle colline alle spalle del centro abitato di Busca. Edificato, a partire dal 1831, per volere del Marchese Roberto Taparelli d’Azeglio, fratello del celebre Massimo d’Azeglio, e della consorte Costanza Alfieri di Sostegno.

Il maniero rappresenta, nel territorio del marchesato di Saluzzo, una delle più significative espressioni di “revival neo-medievale”. Da uno stile fortemente sostenuto dalla corte sabauda e dall’ampia cultura anglosassone dei marchesi nasce un edificio scenografico e pittoresco. Fra le fronde degli alberi svetta un’imponente torre a merli ghibellini, stretta tra le scuderie dall’aspetto tipicamente medievale e la piccola corte interna ornata in cotto da elementi di natura moresca. La facciata principale, che si svela solo in un secondo momento, è racchiusa tra due torri circolari e ripropone l’aspetto delle dimore neogotiche inglesi. Un elegante scalone a tenaglia conduce agli interni della dimora dove dominano  decorazioni a trompe l’oeil e in stucco, vedute paesaggistiche e vetri colorati legati a piombo. Gli arredi, in parte ancora presenti, giungono dalla bottega dell’illustre ebanista Gabriele Capello detto il Moncalvo. La cappella, sita a pochi passi dal castello, ospita parte degli stalli del coro del XVI secolo, acquisiti dallo stesso marchese dalla cappella marchionale di Revello.

Il castello si trova immerso in un secolare parco di 50 ettari, dove trovano spazio esemplari di sequoia americana, leccio, liriodendro, faggio rosso, osmanto e lauroceraso accanto alle più comuni varietà di acero, tiglio, ippocastano e tasso. Il parco alle spalle del castello propone un giardino romanico, dove la natura è libera di esprimersi, mentre nella parte antistante una serie di terrazze definiscono un giardino dal profilo classicheggiante. La presenza di un lago, di un elegante edificio vetrato adibito a serra e di una serie di grotte, cascate, ponti, fontane, balaustre, nicchie concorrono a creare “in un piccolo spazio raccolto quanto di meglio e più squisito in diverse parti la natura e l’arte producono”.

Numerosi saranno gli inviti al castello da parte dei marchesi, oltre alla nobiltà sabauda anche figure di spicco come Silvio Pellico, Cavour, il re Umberto I, la Regina Margherita e i primi ministri inglesi Lord Palmerston e Lord Gladston.